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"Superfici d'autore" in mostra al MIC di Faenza
31/08/2016

In concomitanza con le due più importanti fiere dedicate alla ceramica, il Cersaie a Bologna e Tecnargilla a Rimini, il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza ospita “Superfici d’autore”, una mostra che, dal 22 settembre al 9 ottobre 2016, ospiterà le eccellenze del design internazionale applicato alla ceramica industriale.

L’esposizione, organizzata grazie al contributo di Sacmi, in collaborazione con Confindustria Ceramica, Cersaie, Acimac e Tecnargilla, raccoglie i lavori nati da quattro noti brand della ceramica Made in Italy (CEDIT-Gruppo Florim, Lea Ceramiche, Mutina, Ceramica Sant’Agostino) insieme a diversi designer di fama internazionale.

Nel settore industriale ceramico quando si parla di Design si pensa subito a una produzione italiana” – commenta Eugenio Emiliani, Presidente della Fondazione MIC di Faenza - “L'Italia ha sempre cercato di mantenere o crescere la qualità della propria produzione e questo ha spesso comportato la collaborazione fattiva con designer e artisti. A Faenza abbiamo voluto mettere in mostra i progetti di alcuni di questi, per fare capire quale è il miglior livello della produzione nazionale attuale e quali ulteriori spazi può aprire la ceramica all’architettura moderna”.

Dopo oltre cinquant’anni di sperimentazione materiale e ricerca stilistica in ambito ceramico, CEDIT-Ceramiche d'Italia (gruppo Florim) torna a essere protagonista con una nuova produzione, frutto della collaborazione con alcuni tra i più prestigiosi nomi della creatività italiana contemporanea. Un viaggio tra tessuti, simboli, erosioni, materie e memorie raccontato attraverso lo sguardo e la creatività di artisti e designer, eccellenze italiane nel mondo appartenenti a generazioni differenti che reinterpretano lo spazio architettonico e il senso dell’abitare. A Faenza sono esposti i progetti di Barbara Brondi & Marco Rainò, Marco Casamonti, Giorgio Griffa, Franco Guerzoni, Matteo Nunziati, Giorgia Zanellato & Daniele Bortotto, presentati al Fuorisalone di Milano.

Mutina, che dal 2005 ha intrapreso il percorso del progetto d’autore, espone a Faenza i lavori di alcuni dei suoi migliori designer: Barber & Osgerby, Ronan &Erwan Bouroullec, Raw Edges, Patricia Urquiola, Tokujin Yoshioka. La loro sfida comune è sperimentare l’infinita gamma del bianco, del nero e dei neutri che diventano tonalità da coordinare, accostare, contrastare o scegliere come total look. La ceramica è intesa non più come semplice rivestimento ma essa stessa progetto d’interior design. Il loro lavoro è frutto di una continua ricerca: testare quali tra le lavorazioni artigianali e industriali, frutto delle tecnologie più avanzate, siano le più adatte per produrre rivestimenti ceramici da parete e da pavimento per vestire le architetture come una seconda pelle.

Lea Ceramiche, che dagli anni 2000 collabora con architetti e designer di fama mondiale, offre una nuova interpretazione del prodotto ceramico esponendo le opere di due designer recentemente alla ribalta: Patrick Norguet con la collezione “Naive Slimtech” che trae ispirazione dall’incontro fra design e alta tecnologia, artigianato e industria, grès porcellanato e smalti; e Diego Grandi con Type 32 Slimtech, insignito lo scorso giugno della Menzione D’Onore del Compasso d’Oro ADI 2016. Con Type 32, Diego Grandi sorprende con un gioco di grafismi proposti in 4 varianti cromatiche che danno origine a infinite combinazioni e ad una originale e insolita variante di pavimento decorato.

Infine Ceramica Sant’Agostino presenta Flexible Architecture di Philippe Starck, una collezione dal carattere forte e innovativo, che rivoluziona il modo di concepire l'utilizzo della ceramica in architettura: la piastrella abbandona la sua funzione tradizionale di semplice rivestimento decorativo e si afferma come parte integrante del progetto. La fuga, che fino ad oggi rappresentava qualcosa da nascondere ed eliminare, assume una connotazione nuova, trasformandosi in elemento decorativo modulare.

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