Piastrelle

Coop. Ceramica d’Imola cresce sui grandi formati

12/01/2018
Stefano Bolognesi

Il 21 agosto scorso è partita la produzione sulla nuova linea Continua+ di Cooperativa Ceramica d’Imola, prima fase di un progetto di investimenti da 40 milioni di euro che il gruppo imolese ha approvato per il triennio 2017-2019. Insieme alla Continua+ è stato avviato anche un nuovo forno Eko da 140 metri, che servirà sia la nuova linea che quella con pressatura tradizionale; completamente rinnovato anche il reparto finitura.

Il nuovo impianto si aggiunge alle due linee Continua (la prima versione della tecnologia Sacmi) abbinate a presse PH10000, in funzione dal 2011 e 2014; linee dedicate alla produzione di materiale tecnico nel formato massimo 120x120 cm per i marchi Imola e Leonardo, ma ormai sature e insufficienti per rispondere a una domanda di mercato esplosa negli ultimi anni.

Non entriamo da follower nel segmento delle lastre”, spiega il Presidente Stefano Bolognesi. Quest’ultimo investimento risponde infatti alla necessità del noto gruppo ceramico italiano di aumentare la capacità produttiva sui grandi formati e affiancare una tecnologia di pressatura innovativa a quella tradizionale per ampliare ulteriormente le dimensioni del prodotto. La nuova linea servirà i marchi Imola e Faenza con superfici a partire dal 60x120 cm e lastre come il 120x260 cm presentato a Cersaie.

La domanda del mercato si sta spostando su formati dal 120 cm in su”, afferma Stefano Bolognesi. “Si tratta però di una domanda piuttosto segmentata, che spazia dal 60x120 cm (a mio avviso il formato centrale), al 120x120, fino alle grandi lastre di oltre due e tre metri. È una domanda anche sempre più customizzata, che impone all’industria ceramica di uscire dalla logica della standardizzazione sviluppando proposte personalizzate sia per il mondo della progettazione che per il residenziale. Tutto questo in un mercato della distribuzione specializzata, almeno in Europa, non più disposto a sobbarcarsi i costi del magazzino, ma che tuttavia richiede risposte immediate. Il nostro mercato di riferimento si sta trasformando, ma l’industria ceramica italiana sta dimostrando di saper stare al passo dei cambiamenti, oltre che di saper creare la domanda e sollecitare quella inespressa. Non è un punto d’arrivo ma un work in progress”.  

  • Leggi l’intervista completa pubblicata su Ceramic World Review 124/2017
tags