Piastrelle

Gizemfrit (Akkök Holding) compra Megacolor ed entra nel digitale

12/03/2018

Akkök Holding, uno dei maggiori gruppi chimici turchi, attivo anche nel settore immobiliare e dell’energia, ha acquisito Megacolor, società fondata da Luis Sidro nel 2002 a Castellon (Spagna), attiva nella produzione di inchiostri e pigmenti per la decorazione digitale di piastrelle ceramiche. La firma dell’accordo, formalizzato lo scorso dicembre, porta il colosso turco (1,9 miliardi di euro di fatturato) a inserirsi per la prima volta nel segmento delle tecnologie digitali attraverso la sua divisione Gizemfrit; quest’ultima, fondata a Sakarya nel 1979 e parte di Akkök Holding dal 2015, è il maggiore produttore turco di fritte e smalti ceramici, con una quota del 70% della produzione nazionale ed esportazioni in 60 Paesi.

L’acquisizione di Megacolor, di cui non è stato comunicato il valore, ma che dovrebbe aggirarsi sui 10 milioni di Euro, rappresenta un investimento strategico per Gizemfrit e Akkök Holding, che hanno peraltro confermato il ruolo di Luis Sidro per garantire la continuità nella gestione aziendale. Grazie alla forte specializzazione tecnologica e alla presenza di filiali commerciali in Cina, Messico, Iran e Russia, Megacolor ha saputo crescere in questi anni raggiungendo un fatturato di circa 10 milioni di euro, di cui il 50% realizzato con esportazioni.

Secondo Veysi Küçük, general manager di Gizemfrit, attualmente l’industria ceramica turca importa inchiostri digitali per 25 milioni di dollari l’anno, una domanda che l’azienda turca intende ora intercettare grazie alla produzione di Megacolor, per la quale è stato annunciato un programma di investimenti volto a triplicare la capacità produttiva.

Gli obiettivi del gruppo turco puntano in alto: raddoppiare il fatturato di Gizemfrit in 5 anni portandolo nel 2022 a 170 milioni di dollari e posizionarsi, nei prossimi 10 anni, tra i primi tre player del comparto a livello internazionale. Oltre al potenziamento del brand Megacolor, Gizemfrit guarda con interesse a nuovi investimenti negli Stati Uniti, in Cina e in Brasile.

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