Piastrelle

Kajaria Ceramics prevede un’accelerazione della crescita nel 2017

09/10/2017
Ashok Kajaria con i figli Rishi e Chetan

Sebbene con tassi di crescita inferiori a quelli a doppia cifra dell’anno precedente, Kajaria Ceramics ha chiuso l’ultimo esercizio fiscale al 31 marzo 2017 con un incremento dei ricavi consolidati del 6% a circa 381 milioni di Euro (28,5 miliardi di Rupie) e un progresso del 9% dell’utile netto a 33,4 milioni di Euro (2,53 miliardi di Rupie).

Kajaria Ceramics si conferma il maggiore gruppo indiano nel settore delle piastrelle ceramiche, oltre che uno dei primi dieci a livello mondiale.

L’ambizioso programma di espansione produttiva degli ultimi tre anni ha portato la capacità totale a 69 milioni mq/anno (marzo 2017), mentre a breve dovrebbe completarsi il progetto di incremento della produzione nello stabilimento di Gailpur, nel Rajasthan. L’obiettivo del gruppo è di raggiungere i 100 milioni di metri quadrati entro il 2020, traguardo che potrebbe realizzarsi anche tramite progetti di espansione per linee esterne.

Il presidente Ashok Kajaria si dichiara soddisfatto dei risultati del 2016, sebbene “possano sembrare marginali rispetto all’attuale momento storico di grande crescita in India”. Per quest’anno Ashok Kajaria ha annunciato il ritorno ad una crescita più sostenuta, motivata sia dall’ulteriore rafforzamento del brand sull’intero territorio nazionale che dalle buone prospettive di espansione del mercato, favorito da una serie di elementi. Tra questi, lo sviluppo delle infrastrutture, divenuto una priorità del Governo; i benefici al settore immobiliare derivanti dalla nuova normativa RERA (Real Estate Regulatory Authority), più rigorosa in termini sia di realizzazione che di consegna puntuale dei progetti: e non meno importante, la nuova Goods and Services Tax (GST), introdotta il 1° luglio scorso.

Con Ashok Kajaria scopriamo come si stanno evolvendo le tendenze del mercato indiano, l’orientamento dei consumatori locali e il mondo della distribuzione specializzata.

  • Leggi l’intervista completa su Ceramic World Review 123/2017
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