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DGINKS e HPLUS, le soluzioni Ferro per inchiostri digitali più sostenibili

11/09/2018

Ferro presenta al mercato due nuove gamme di inchiostri a base acqua (DG Inks - Decoration & Glazed Inks e HPLUS), migliorati in termini di emissioni (anche odorigene) in fase di combustione.

La famiglia DG Inks è composta da prodotti ‘acqua compatibili’ che durante la combustione in forno sviluppano un certo quantitativo di acqua, a causa dei gruppi ossidrilici contenuti in catena (cosa che non avviene nella famiglia Ferroinks 3.0). Rispetto a questi ultimi, quindi, il carbonio totale (CO e CO2) che si può rilevare al camino è leggermente inferiore, ma, soprattutto, è il livello di emissioni odorigene in fase di combustione a risultare inferiore di circa 30 volte. Poiché il veicolo dei DG Inks contiene glicoli, in funzione dell’ambiente di reazione è possibile lo sviluppo di catene con gruppi carbonilici durante la fase di preriscaldo del forno; in tal caso, regolando le condizioni di cottura, si può ridurre al minimo questo tipo di molecole.

Gli inchiostri DG Inks perdono quasi completamente la fase organica entro i 250°C: il loro tempo di ossidazione è quindi molto inferiore rispetto a quello dei Ferroinks 3.0 che, pertanto, presentano una quantità maggiore di molecole incombuste al camino.

Non contenendo acqua ‘libera’ e avendo un livello quasi nullo di conducibilità elettrica, gli inchiostri DG Inks possono essere caricati direttamente sulle macchine/testine già in commercio senza particolari accorgimenti, fatta eccezione per la pulizia della macchina con il cleaner dell’inchiostro uscente e poi con quello specifico per inchiostri DG Inks. La reologia e quindi il comportamento fluidodinamico dell’inchiostro è stato studiato per essere utilizzato nelle attuali macchine digitali apportando corretti aggiornamenti.

Gli inchiostri della serie HPLUS contengono invece una percentuale rilevante di acqua che riduce nettamente le emissioni al camino rispetto sia ai Ferroinks 3.0 che ai DG Inks. Il livello di emissioni odorigene è tra i più bassi in assoluto, così come la quantità di carbonio totale rilevato.

Come per la famiglia DG Inks, si è notata una debole formazione di catene carbossiliche corte al camino (un quantitativo estremamente basso dovuto alle condizioni di cottura utilizzate per i campionamenti, non paragonabili a quelle industriali, dai quali ci si aspetta un livello ancora inferiore di molecole che non siano acqua, CO o CO2).

Anche gli HPLUS sono stati progettati per avere le stesse caratteristiche reologiche e colorimetriche della serie Ferroinks 3.0, tuttavia per caricare questi inchiostri servono macchine e testine appositamente studiate per funzionare con un alto livello di acqua, che porta ad un’elevata conducibilità elettrica e ad un grado di evaporazione più alto rispetto alla serie 3.0.

Alla famiglia HPLUS appartengono anche HPLUS1, HPLUS5 e HPLUS10. Queste particolari classi di inchiostri si caratterizzano per la maggiore granulometria delle particelle rispetto agli inchiostri tradizionali. Gli HPLUS1 (con granulometria pari e sotto al micron) comprendono inchiostri colore e inchiostri materici che garantiscono le stesse performance delle applicazioni già in uso, ma in soluzione a base acqua.

Inchiostri con grani di diametro maggiore, come gli HPLUS5, consentono di ottenere colori più intensi. Non solo. Dal punto di vista materico permettono di avvicinarsi ai risultati ottenuti con le applicazioni tradizionali, evitando però qualsiasi rischio di tossicità, dovuta alla macinazione submicronica. Gli HPLUS10 ampliano maggiormente il ventaglio di possibilità sia in termini di colore sia a livello materico, ma sono ancora in fase di studio soprattutto per la ricerca della corretta testina da utilizzare.

Questa nuova tecnologia inkjet verrà introdotta a breve nel mercato ceramico; nei prossimi mesi si maturerà quindi l’esperienza necessaria a valutarne l’impatto rispetto all’attuale tecnologia di decorazione digitale.

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