Statistiche e mercati
Export e import mondiale di sanitari
11/01/2017

Nel periodo 2005-2015, i flussi di import-export di articoli sanitari in ceramica sono aumentati del 78%, da 1,6 a 2,9 milioni di tonnellate, con un tasso di crescita annuo composto del 6%.

Un andamento quasi sempre positivo nei vari anni: all’unica vera “gelata” del 2008 (-7,3%), è seguita una forte inversione di tendenza che ha consentito, già dal 2009, di superare i livelli degli anni precedenti.

Una seconda frenata nel 2012 è stata anch’essa seguita da un biennio di decisa espansione dei flussi esportativi, interrotta però nuovamente nel 2015: complice il rallentamento dell’economia mondiale, il commercio internazionale di sanitari è cresciuto appena dell’1,1% sul 2014.

L’analisi delle esportazioni 2015 per area geografica di produzione mostra un andamento disomogeneo.

L’Asia, pur confermandosi il maggior esportatore mondiale di sanitari con una quota del 57% dell’export mondiale, chiude a -0,7% sul 2014 (1,67 milioni ton), dopo aver messo a segno un +22% l’anno precedente; il risultato negativo non è imputabile ai tre grandi esportatori asiatici, Cina, India e Tailandia, tutti in crescita nel 2015.

Al contrario, l’Unione Europea, secondo maggiore esportatore mondiale, migliora ulteriormente il tasso di crescita registrato nel 2014 salendo a 569mila ton (+7,4%); il merito va al positivo andamento dei cinque maggiori Paesi esportatori UE, area che vanta il primato di avere ben cinque nazioni tra i primi 10 esportatori mondiali.

In crescita a 340mila ton (+3,3%) anche l’export del Nord America (NAFTA), grazie al buon progresso del Messico, e quello dei Paesi europei extra-UE (+4,2% a 186mila ton), nonostante la frenata della Turchia. In terreno negativo si incontrano invece il Sud America (-12%, 72mila ton), in contrazione ormai da 4 anni, e l’Africa (-5%, 84mila ton) che registra la sua prima battuta d’arresto in 6 anni.

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