Statistiche e mercati

Impianti per ceramica: cresce la redditività delle imprese italiane

08/06/2017

Luca Baraldi, Acimac Research Dept (studi@acimac.it)
Salvatore Curatolo, Università di Parma

Giunto alla 4a edizione, il nuovo Rapporto del Centro Studi Acimac “Analisi di bilancio dei produttori mondiali di macchinari per l’industria ceramica e del laterizio e colorifici” esamina i dati economico-finanziari 2013-2015 di 213 aziende attive in 14 Paesi.

Relativamente al comparto dei costruttori di macchine per la produzione di piastrelle, sanitari, stoviglieria e laterizi (172 aziende, di cui 138 italiane), tra le principali evidenze emerse dall’analisi dei bilanci 2015, spicca il proseguimento del processo di risanamento dell’industria italiana, con un ulteriore progresso della produttività, redditività e salute finanziaria delle imprese. Crescono in maniera significativa l’EBITDA (7,35% nel 2015) e l’utile netto (3,8% nel 2015); il ROI si attesta ad un livello del 5%, oltre mezzo punto percentuale in più rispetto al 2014. Tuttavia il grado di capitalizzazione delle imprese, seppure in miglioramento, risulta ancora insufficiente, come si desume dal livello dell’Equity Ratio (24,7%), evidenziando un eccesso di ricorso al capitale di terzi.

La produttività lorda industriale misurata dal valore aggiunto sul fatturato rimane pressoché costante al 30% ma si osserva un miglioramento di efficienza nel ciclo delle scorte. Il valore aggiunto per addetto attesta un incremento della produttività del lavoro dovuto all’ottimizzazione dell’impiego di manodopera e ad investimenti in tecnologia produttiva più capital-intensive: lo si può vedere dall’incremento del capitale investito per addetto e dalla riduzione, di oltre un punto percentuale fra il 2014 e il 2015, del costo del lavoro per unità di prodotto (CLUP) che si attestato in Italia al 21% (contro il 26% delle aziende estere del campione).

  • Le best performance per dimensione di impresa

Dallo studio risulta anche quali siano le caratteristiche delle imprese più performanti in funzione della dimensione aziendale. Tra tutte le 172 imprese analizzate a livello internazionale, anche nel 2015 si conferma che le migliori performance sono raggiunte da aziende medio-grandi, con fatturati fra i 10 e i 40 milioni di Euro, capaci di ottenere il pieno sfruttamento delle economie di scala, senza veder crescere quelle diseconomie di scala di tipo tecnico o gestionale che possono caratterizzare le imprese più grandi (problemi logistici, eccessiva parcellizzazione delle competenze, inefficienze nei flussi informativi, possibili inefficienze nell’impiego dell’input lavoro). In questa classe dimensionale si trovano 35 imprese (di cui 23 italiane, 7 di altri paesi europei, 2 cinesi, 2 giapponesi ed 1 brasiliana) che presentano performance reddituali ottimali. Il livello di EBITDA/fatturato (9%) è più alto che in tutte le altre classi dimensionali e l’utile netto medio è del 5%.

  • Le best performance per tipologia di macchinari prodotti

Interessante anche l’analisi proposta dal Rapporto Acimac sui risultati medi delle 172 imprese censite in relazione alla tipologia di macchinari prevalentemente prodotta. In questo caso, nel 2015 le migliori performance gestionali medie – peraltro in ulteriore forte miglioramento rispetto all’anno precedente - sono ottenute dalle imprese che fabbricano macchine per la decorazione digitale di piastrelle (EBITDA medio 10,31% e utile netto medio del 6,87% sulle vendite) e macchine per la finitura del prodotto ceramico (EBITDA del 9,77% e utile netto del 7,76%). In entrambe si osserva un’altissima produttività del lavoro, elevati investimenti per addetto, bassa incidenza del costo del lavoro per unità di fatturato ed un alto livello della profittabilità, lorda e netta, in rapporto al fatturato.

I comparti dei costruttori di stampi, presse e forni presentano perfomance attestate sulla media di settore. Il comparto dei costruttori di stampi spicca per l’alto Valore Aggiunto (42,36% sul fatturato), sebbene, ad un’altissima efficienza dei processi tecnico-produttivi e di approvvigionamento, faccia da contraltare un livello particolarmente alto del costo del lavoro per unità di prodotto (CLUP). Una efficace minimizzazione dell’incidenza del costo del lavoro caratterizza invece i comparti di imprese produttrici di presse e forni.

Questi risultati sono confermati dall’analisi di Clustering e Benchmarking (pure inclusa nello studio Acimac) da cui si evince che le imprese produttrici di presse, di macchine per la finitura e di macchine per la decorazione digitale tendano a concentrarsi maggiormente nei gruppi (cluster) con le performance migliori: i cluster AA, A e AB. Nel caso delle imprese costruttrici di stampi si ha un risultato meno netto, proprio a causa della relativa inefficienza nell’impiego di lavoro: molte imprese si collocano in gruppi con performance medio-basse, anche se, tra gli stampisti, vi sono esempi di eccellenza nel gruppo di testa (cluster AA).

Tipologia di macchine prodotte Cluster
AA - A - AB
Cluster
B - C - D
Preparazione materie prime 35.0% 65.0%
Pressatura 66.7% 33.3%
Stampi 30.0% 70.0%
Essiccazione e cottura 60.0% 40.0%
Smaltatura e decorazione 34.8% 65.2%
Decorazione digitale 91.7% 8.3%
Finitura 70.6% 29.4%
Totale 50.0% 50.0%
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