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Esmalglass-Itaca Group e Ferro: nasce un colosso da un miliardo di euro

21/01/2020

Il closing dell’operazione atteso in estate. Con l’acquisizione della divisione ceramica di Ferro, Esmalglass diventerà il leader mondiale nel settore degli smalti, inchiostri e colori per ceramica.

Vicente Bagán

Con un’operazione da 460 milioni di dollari cash - più altri 32 milioni subordinati alle performance pre-closing - la multinazionale spagnola Esmalglass-Itaca Group (di proprietà del fondo statunitense Lone Star) ha siglato in dicembre l’accordo per acquisire la divisione ceramica di Ferro Corporation.

Per il valore della transazione e le dimensioni dei due player, si tratta senza dubbio dell’operazione più importante nella storia dei colorifici ceramici, il cui closing è previsto non prima dell’estate, soggetto al via libera delle Autorità europee garanti della concorrenza.

Dando vita ad un colosso da circa un miliardo di euro, Esmalglass-Itaca, a cui fa capo anche Fritta dal 2015, si appresta a divenire leader indiscusso nel settore dei colorifici ceramici a livello mondiale. Nel 2018 il gruppo di Villareal - 1.650 dipendenti e una ventina di stabilimenti tra Spagna, Italia, Portogallo, Russia, Turchia, Polonia, Messico, Peru, Brasile, Indonesia, Cina, Tailandia, Vietnam, Malaysia e India - ha generato ricavi pari a 470 milioni di Euro. Non distante il fatturato annuo della divisione ceramica di Ferro che, al 30 settembre 2019, si attestava sui 510 milioni di dollari.

Per Ferro Corporation, tra i maggiori fornitori mondiali di smalti e colori anche per i settori vetro e metallo, la cessione della divisione ceramica conferma la strategia che mira a concentrare l’attività in comparti a più alta crescita e maggiore redditività, riequilibrando la presenza tra Europa e resto del mondo e riducendo l’esposizione nel mercato dell’edilizia.

Per Esmalglass-Itaca Group, la futura incorporazione di Ferro aprirà la strada allo sviluppo di importanti sinergie in ricerca, innovazione e servizi che si potranno tradurre in una riduzione di costi da trasferire al mercato.

Per Vicente Bagán, co-CEO del gruppo spagnolo, l’obiettivo è la maggiore competitività e la creazione di valore per i clienti, in un settore destinato a subire nei prossimi anni un consolidamento e un’evoluzione importante, sempre più orientata alla massima efficienza. In questo percorso di sviluppo aiuterà sia la forte complementarietà dei due business, che l’alto livello qualitativo che accomuna entrambi in termini di prodotti, tecnologie, impianti e specializzazione dei rispettivi team. Secondo le prime dichiarazioni, Lone Star intende mantenere le due attività autonome e ben differenziate per consentire a entrambe di esprimere al meglio i propri punti di forza.

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