Dal vintage all'authentic living

Pamela Albanese - Tosilab (Fiorano, Italy)

Comunemente si parla di vintage per riferirsi ad alcune decadi di passato prossimo che prendono forma in sprazzi nostalgici dentro vetrine di negozi, nelle piazze con mercatini a tema, nelle pagine delle riviste di arredamento con vecchie icone-gloria.

In particolare, ci si riferisce a oggetti di culto considerati come le cose migliori degli anni precedenti, dalle quali è ancora possibile trarre nuova energia creativa.

Il sociologo esperto di tendenze di consumo Francesco Morace ha affinato il concetto introducendo l’espressione “Retro-Scapes” per parlare di un guardare indietro che “si concretizza nel tentativo di ricordare le figure mitiche del passato e soprattutto periodi storici ormai scomparsi soffermandosi su quello che c’era di positivo […], la caratteristica distintiva del fenomeno è la sua caoticità, e il modo veloce con il quale gli stimoli del passato recente vengono ripresi e fatti propri”.

Altrettanto importante è il fatto che tali manifestazioni coinvolgano in contemporanea elementi di periodi diversi e si riscontrino in svariati campi. Un esempio fra tutti è il recupero, nel mondo del design, di linee retrò per mobili, oggetti ed elettrodomestici.

Le riprese si sostanziano quasi sempre solo nell’estetica, poiché non hanno nulla a che vedere con la funzionalità: le forme vintage si combinano a tecnologia di ultima generazione dando vita a prodotti innovativi.

[...] Lo storytelling d’altronde è una delle tendenze cardine e trasversale della cultura odierna.

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Insomma, siamo noi stessi che alimentiamo il mito del passato. E paradossalmente le nuove tecnologie ci aiutano a farlo meglio.

Pensiamo alle estetiche hypster nate nel contesto digitale, plasmate su codici stilistici di comunicazione squisitamente vintage, ma perfettamente integrate nelle logiche di social networking, app e device.

È alla luce di tutto questo che nel mondo del design d’interni e del fashion si è ormai ampiamente diffuso un utilizzo di superfici che presentano quasi sempre due caratteristiche cruciali: un look che potremmo definire di “bellezza decadente” e un contenuto che porta con sé un’evidenza di passaggio transgenerazionale, fortemente focalizzato sulla tradizione.

Recuperare materiali già usati è prassi ormai per molte aziende che hanno puntato tutto sul riuso di alcuni elementi per generarne altri. Importa poco se la modifica sia considerevole o blanda, quello che conta è che sia palese l’aver ottenuto tale superficie da qualcosa di già adoperato diversamente. Le differenti tipologie di usura divengono la manifestazione della vita precedente dei materiali, raccontano una storia autentica che li trasforma in qualcosa di vivo in grado di attraversare tempi e luoghi lontani.

In questo panorama, per ricercare superfici particolari ci si è specializzati nel reperire o ricreare ogni genere di alterazione a seconda della base usata: metalli soggetti a ossidazione, legni deteriorati da luce e umidità, cementi scrostati, graffiati, schizzati, contaminati da altre sostanze, e ancora pietre scalfite, ammorbidite dal calpestio pluriennale, sbiadite, sporcate da fioriture saline o da muffe.

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Da analisti, abbiamo definito l’attitudine authetic living, vale a dire la predilezione per ciò che è reale e che quindi porta con sé tutte le imperfezioni dovute alla sua condizione di genuinità. Per spiegare cosa intendiamo, sfruttiamo l’ambito musicale. I ritmi degli anni ‘70 e ’80 stanno saturando il panorama internazionale, un fenomeno riconducibile alla passione revival, ma è ancor più interessante che i talent scout cerchino voci sempre più vere e non perfette e precise [...].

Mai quanto in questo momento il semplicemente reale, sebbene ricco di contenuti propri, è di tendenza.

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E' diventata consuetudine per i magazine di design proporci i servizi sulle case come delle storie che si mescolano con le biografie dei proprietari. Il messaggio trasmesso è che la casa, oggi, deve avere un obiettivo: farci stare bene.

La sua bellezza deriva dall’essere espressione autentica di abitudini ed esigenze specifiche, ponendo l’accento su comfort ed emozioni. Significa che l’impronta dell’architetto e la moda del momento non è poi l’elemento preponderante, ciò che ha maggior peso è la personalità di chi la abita, che quindi può accostare vecchio e nuovo, artigianale e hi-tech, oggetto di design e pezzo da brocantage.

Leggi l'articolo completo pubblicato su Ceramic World Review 114/2015

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