Piastrelle

USA: consumi di piastrelle in frenata

23/03/2020

Nel 2019 il consumo di piastrelle negli Stati Uniti è sceso a 273,2 milioni di mq (-5,4% sul 2018), primo calo in 10 anni. In contrazione sia la produzione nazionale (83 milioni mq, -4,8%) che le importazioni (193 milioni mq, -5,5%). Pesante il crollo della Cina.

Andrew Whitmire, Tile Council of North America ([email protected])

Nonostante l’economia statunitense abbia continuato a correre nel 2019 mettendo a segno il suo decimo anno di espansione (il PIL è cresciuto del 2,3%), il mercato delle piastrelle ceramiche non ha fatto altrettanto, registrando il primo calo nell’ultimo decennio.

Nel 2019 il consumo di piastrelle negli Stati Uniti è sceso infatti a 273,2 milioni di mq, perdendo il 5,4% sul 2018.

La produzione nazionale si è contratta per il secondo anno, scendendo a 83 milioni mq (-4,8% sul 2018), di cui 80,3 milioni venduti sul mercato nazionale (-5,2%), il volume più basso dal 2015, pari al 29,4% del consumo nazionale totale. Le vendite dell’industria statunitense sul mercato domestico hanno generato ricavi pari a 1,33 miliardi di dollari (-4% sul 2018), ossia il 37,6% del valore totale del mercato ceramico americano. Il prezzo medio di vendita del prodotto nazionale è salito dai 16,43 $/mq del 2018 ai 16,63 $/mq nel 2019.

Le esportazioni statunitensi di piastrelle (3 milioni mq, +6,8% sul 2018) sono state destinate per il 70,7% al Canada e per l’11% al Messico generando ricavi pari a 35,7 milioni di dollari.

Parallelamente alla contrazione dei consumi, anche le importazioni hanno subito un calo del 5,5% sul 2018, scendendo dai 204,1 milioni mq del 2018 a 193 milioni mq nel 2019, pari al 70,6% del consumo totale, praticamente in linea con il 2018.

La Cina, maggiore esportatore in volume verso gli Stati Uniti, ha registrato un pesante crollo dell’export in USA, sceso dai 64,3 milioni mq del 2018 a 40,9 milioni mq nel 2019 (-36,4%). Il risultato negativo è riconducibile all’introduzione di dazi compensativi (in settembre) e dazi antidumping (in novembre) sulle piastrelle cinesi, in seguito alla petizione presentata al Governo Federale da una coalizione di produttori statunitensi. La quota percentuale della Cina sulle importazioni totali in USA è scesa dal 31,5% al 21,2%, riportandosi sui livelli del 2008. Tra gli altri principali Paesi esportatori verso gli Stati Uniti, il Messico ha continuato a calare le proprie vendite, scese a 33,4 milioni mq (-5%), mantenendo invariata al 17,3% la propria quota sull’import totale USA.

La Spagna ha superato l’Italia divenendo il terzo maggior esportatore in volume verso gli USA: secondo l’US Dept of Commerce, le importazioni dalla Spagna sono cresciute del 13% a 32,5 milioni mq, pari al 16,9% dell’import totale.

Seguono l’Italia (30 milioni mq, -8%) e, con incrementi tutti a doppia cifra, il Brasile (18,9 milioni mq, +27,4%), la Turchia (16,6 milioni mq, +39,1%) e l’India, salita in un solo anno da 1,6 a 6,3 milioni mq (+296,4%).

Nel 2019, le importazioni di piastrelle hanno raggiunto un valore (CIF & Duty) di 2.213 milioni di dollari (-3,7% sul 2018). Maggiore esportatore in valore si è confermata ancora una volta l’Italia con una quota del 29,6% sul totale, grazie ad un prezzo medio di 21,33 $/mq, in aumento dello 0,5% sul 2018, il più elevato.

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