Statistiche e mercati

Analisi di bilancio dei produttori mondiali di piastrelle ceramiche

29/05/2019

Disponibile il nuovo Rapporto del Centro Studi ACIMAC che analizza i dati economico-finanziari 2015-2017 di 345 imprese, di cui 75 italiane, 72 spagnole e 198 in altri Paesi del mondo.

Il Centro Studi Acimac-MECS ha pubblicato il nuovo Rapporto “Analisi di bilancio dei produttori mondiali di piastrelle ceramiche” che esamina i dati economico-finanziari 2015-2017 di 345 imprese, di cui 75 italiane, 72 spagnole, 43 operanti in altri Paesi UE, 93 in Asia e 62 in altri Paesi del mondo.

Dall’analisi dei dati di bilancio 2017 per indici e ratios emergono numerose evidenze, sia relative alla performance, sia inerenti la struttura e la robustezza finanziaria delle aziende.

Impiegando un’ottica comparata fra le imprese italiane, quelle spagnole e quelle del resto d’Europa e del mondo, si osserva che la profittabilità italiana è positiva (ROI 5,3 in crescita sul triennio 2015-2017) e molto simile a quella delle imprese spagnole (ROI 5,1 stabile o in leggero calo, sul triennio 2015-2017). Italia e Spagna mostrano però risultati inferiori, in termini di profittabilità lorda e netta, rispetto alla performance media riscontrata negli altri paesi europei e nel resto del mondo.

Anche nelle similitudini, tuttavia, i produttori italiani e spagnoli presentano significative differenze. Partendo da un margine di valore aggiunto comparabile, infatti, le imprese italiane conseguono un EBITDA anch’esso simile a quello spagnolo, ma con un modello di business che impiega un minor numero di lavoratori, maggiormente produttivi e meglio remunerati. In altri termini, le imprese italiane compensano le minori dimensioni medie attraverso l’impiego di manodopera più produttiva. Lo attesta il livello del valore aggiunto per addetto che, nelle imprese italiane, è di oltre 20.000 Euro superiore rispetto alle imprese spagnole. 

Occorre comunque notare che, di pari passo con la maggiore produttività degli addetti, in Italia è significativamente più alto anche il costo del lavoro medio per addetto: 56mila Euro/anno in Italia contro 43mila Euro in Spagna. Un divario che tuttavia non rende meno profittevoli le imprese italiane.

Le aziende ceramiche italiane presentano anche una più alta intensità di capitale investito per addetto, con un livello di total assets per occupato superiore a quello spagnolo per oltre 90mila Euro.

Per quanto riguarda la gestione patrimoniale, il tasso di capitalizzazione è inferiore nelle imprese italiane, evidenziando un maggior sfruttamento di leva finanziaria attraverso l’apporto di capitale di terzi.

Sia le imprese italiane che quelle spagnole mostrano buona liquidità ed elevata robustezza finanziaria. Tuttavia, in termini di flussi di cassa, le imprese spagnole presentano una notevole differenza fra tempi di incasso del credito commerciale (più ampi) e tempi di pagamento dei debiti di fornitura (molto più ristretti).

Nel resto d’Europa e nel resto del mondo, si affermano modelli di business diversi, caratterizzati da grandi dimensioni di azienda, tese a sfruttare economie di scala nei prodotti di gamma media e medio-bassa, elevata intensità di lavoro e bassa produttività dello stesso. L’impiego più intenso del fattore produttivo più abbondante e meno costoso (il costo del lavoro medio per addetto è inferiore alla metà di quello spagnolo, a poco più di un terzo del costo del lavoro per addetto in Italia) rende comunque molto profittevoli le imprese, che conseguono fra un punto e mezzo e due punti percentuali di vantaggio nell’utile netto.

Seppure in segmenti diversi di prezzo medio, le realtà produttive diverse da Italia e Spagna presentano una notevolissima efficienza economico-gestionale e quindi anche il rischio che, prospetticamente, possano diversificare la produzione verso segmenti di più alta gamma, andando ad aggravare la pressione competitiva subita dal duopolio europeo di Italia e Spagna.

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Homepage image credits: Tonino Lamborghini Tiles & Style
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