Statistiche e mercati

La ceramica Made in Italy flette, ma meno del previsto

05/03/2021

Il 2020 si chiude per l’industria italiana delle piastrelle con vendite in calo del 3,9% a 391 milioni mq. L’export tiene, segnando un -2%. Crolla la produzione.

Alla fine, l’industria italiana delle piastrelle ceramiche ha retto l’urto. Gli effetti della pandemia globale si sono fatti sentire sui preconsuntivi 2020, ma meno di quanto le aziende del settore temessero durante le 6 settimane di lockdown nazionale tra marzo e maggio. Merito del miglioramento iniziato da maggio e giugno e proseguito nel secondo semestre dell’anno che ha attenuato le perdite dei primi sei mesi.

Secondo le prime stime, a fine 2020 le vendite totali di piastrelle si sono fermate a 391 milioni mq, in calo di circa il 4% sui 407 milioni del 2019; sedici milioni di metri quadrati in meno, di cui dieci persi sul mercato domestico e sei sui mercati esteri. In Italia le vendite sono scese a 73 milioni mq, registrando un pesante -12% sull’anno precedente, mentre l’export ha resistito meglio del previsto (il primo semestre aveva segnato un -20%), chiudendo l’anno con un -2% a 317 milioni mq.

Disomogeneo, però, l’andamento sui vari mercati esteri, come conferma Giovanni Savorani, presidente di Confindustria Ceramica: “Le esportazioni in Europa, che coprono oltre i due terzi del nostro export totale, sono rimaste sostanzialmente stabili. Addirittura, quelle destinate ai mercati dell’Europa Occidentale sono aumentate del 2,2% grazie al traino dei Paesi di lingua tedesca. Fuori dall’Unione Europea, al contrario, abbiamo avuto flessioni più marcate. Non mi riferisco tanto al Nord America che ha chiuso con una sostanziale stabilità sui livelli 2019 (-1,7%), quanto piuttosto ai mercati del Golfo, al Nord Africa e al Far East, dove abbiamo perso un 10-12%, e ancor di più all’America Latina dove la contrazione è stata pesante, intorno al -30%”.

A subire una forte battuta d’arresto è stata certamente la produzione nazionale, scesa dai 401 milioni del 2019 a circa 330 milioni a fine 2020, un crollo che sfiora il 18%, imputabile al lockdown che ha impedito il lancio dei nuovi prodotti e bloccato le manifestazioni fieristiche, tra cui Cersaie. Questo significa che le aziende del settore hanno ottimizzato le vendite con un importante smaltimento dei magazzini (circa 60 milioni mq); stock che, come sottolinea Savorani, “andranno in parte ricostituiti nel 2021, senza però tornare ai livelli di scorte del passato: i forti investimenti in Industria 4.0 permettono oggi alle nostre aziende di gestire la produzione con un approccio ‘make-to-order’, ossia in maniera più flessibile in funzione della reale domanda del mercato”. 

Tra le criticità dell’industria ceramica italiana non sfugge lo stallo che caratterizza la domanda interna ormai da diversi anni. Il mercato italiano assorbe appena il 18,7% delle vendite totali del settore, un livello ritenuto troppo basso e che, secondo Savorani, dovrebbe invece salire almeno al 25-30%. La svolta per risollevare gli asfittici consumi domestici può venire dall’atteso rimbalzo dell’edilizia in Italia nel 2021 (oltre il +10% secondo Prometeia). Uno straordinario volano in questo senso potrebbe essere il Superbonus del 110% per le ristrutturazioni edilizie, un’ottima iniziativa, secondo Savorani, ma che presenta alcuni elementi critici: “Da un lato, è indispensabile che la scadenza del Superbonus 110% venga equiparata a quella del Recovery Plan, quindi allungata fino al 2026; dall’altro, occorre semplificare le procedure per evitare che la loro complessità faccia desistere tanti dall’avviare i lavori. Infine, i plafond degli istituti di credito devono essere capienti a sufficienza per poter finanziare tutti coloro interessati a ristrutturare”.

Un’altra questione “rovente” sul tavolo degli imprenditori del settore riguarda il sistema degli ETS dell’Unione Europea che, spiega Savorani, “pur mirando ad un obiettivo climatico pienamente condivisibile, penalizza in modo incoerente un settore che ha investito importanti risorse ed è all’avanguardia nella tecnologia esistente. L’esclusione del comparto ceramico dalla lista di quelli ammessi alla compensazione dei costi sull’energia elettrica di acquisto – prosegue Savorani - risulta immotivata per l’elevatissima esposizione al commercio internazionale delle nostre aziende e rischia di avvantaggiare, in modo irreversibile, i nostri concorrenti”.

L’industria italiana delle piastrelle di ceramica

 

 

2016

2017

2018

2019

2020
preliminary

Var. 2020/2019

Produzione

Mill. m2

415.9

422.5

415.5

400.7

330

-17.6%

Vendite Totali

Mill. m2

414.6

421.9

410.1

406.9

391

-3.9%

Vendite in Italia

Mill. m2

82.9

83.7

82.4

83.5

73

-12.5%

Exports

Mill. m2

331.7

338.2

327.7

323.4

317

-2.0%


Source: Confindustria Ceramica 

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