Statistiche e mercati

La Spagna rallenta la corsa

14/01/2019

Riviste al ribasso le stime di chiusura dell’esercizio 2018 (+2%) dell’industria spagnola delle piastrelle ceramiche. +1,6% l’export nei primi 9 mesi dell’anno.

Vicente Nomdedeu Lluesma, Presidente ASCER

Il rallentamento della domanda nella maggior parte dei mercati mondiali sta producendo i suoi effetti anche sull’industria spagnola produttrice di piastrelle ceramiche. Dopo un incremento del fatturato totale del 5,9% a fine 2017 (3.510 milioni di Euro), le previsioni sul 2018 anticipate a inizio anno dall’Associazione nazionale del settore sono state riviste al ribasso, e lo stesso Presidente di Ascer, Vicente Nomdedeu, afferma che, plausibilmente, “il comparto dovrebbe chiudere l’anno con un incremento delle vendite totali (in valore) poco superiore al 2% rispetto al 2017”. Questo, nonostante “sia difficile fare previsioni corrette in presenza di una pluralità di fattori che influiscono sull’andamento dell’industria, per lo più esterni al controllo delle imprese”.

I dati delle esportazioni in valore nei primi 9 mesi dell’anno mostrano un aumento dell’1,6% sullo stesso periodo del 2017, a 2.099 milioni di Euro. In generale, le vendite restano positive su tutti i mercati, ad eccezione di quelle destinate al continente asiatico, a partire dal Medio Oriente.

Stiamo assistendo ad una decelerazione dell’attività all’estero, con alcuni mercati importanti che frenano pesantemente - prosegue Nomdedeu. “Tra questi, sicuramente l’Arabia Saudita”, che a fine settembre perdeva il 33% sul 2017 scivolando al 7° posto tra i maggiori mercati esteri della piastrella spagnola.

Secondo il presidente, “negli ultimi mesi, si è acuito il rallentamento dell’export spagnolo anche nel Maghreb, così come nel Regno Unito (-2% nei primi 9 mesi dell’anno, ndr), data l’incertezza provocata dalla Brexit. Anche i mercati dell’Est Europa stanno perdendo impulso, con la Russia che segna un calo netto (-3,8%). Gli Stati Uniti per il momento resistono, sebbene si siano ridotti l’intensità e il ritmo di crescita”. Gli Stati Uniti rappresentano il secondo maggiore mercato export delle piastrelle spagnole con vendite nei primi 9 mesi pari a 198 milioni di Euro (+14% sullo stesso periodo del 2017).

Principale area di esportazione si conferma il mercato UE che assorbe il 41,7% dell’export spagnolo: a settembre 2018 le vendite nell’area UE-28 avevano segnato un incremento in valore del 5,8%, anche in questo caso in rallentamento rispetto al +8% registrato a fine 2017.

Anche le previsioni sull’andamento del mercato domestico indicano una crescita più moderata rispetto a quanto stimato da Ascer un anno fa.

Sul fronte produttivo, infine, Vicente Nomdedeu conferma che i grandi inestimenti tecnologici realizzati negli ultimi anni dalle imprese del distretto di Castellon “si sono orientati non tanto all’incremento dei volumi, quanto piuttosto al miglioramento della produttività, riducendo i consumi energetici e innalzando la qualità dei prodotti attraverso la digitalizzazione del processo e l’adozione di tecnologie di stampa digitale. Importanti sforzi sono stati condotti per ampliare l’offerta di materiali, ad esempio con l’introduzione delle grandi lastre e l’aumento della produzione di gres porcellanato rispetto alla tradizionale pasta rossa”.

Leggi l’articolo completo di grafici e tabelle su Ceramic World Review 129/2018.

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